Diario di viaggio – Giovedì 14 febbraio 2013

A 6.000 chilometri da Trento incontriamo giovani che, come noi, vogliono essere protagonisti del proprio futuro, del futuro dell’umanità. Insieme costruiamo un ponte di amicizia e solidarietà che unisca noi, le nostre città, l’Italia e l’Africa. Un ponte per tenderci la mano e insieme cominciare a cambiare il mondo.

Vogliamo che tutti i giovani nel mondo abbiano acqua, cibo, salute, istruzione e possano realizzarsi con dignità e diritti.

Atterrati ad Entebbe, abbiamo percorso 600 km in pulmino per arrivare a Koboko, il Distretto più a nord dell’Uganda, al confine con Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo. Durante il viaggio ai bordi della strada c’è tanta gente che cammina. La vita quotidiana è fuori dalla casa, la mamma lava i denti al bambino, parrucchieri fanno le treccine sul marciapiede, la cucina è all’aperto. Lungo la strada si incontrano migliaia di bambini in divisa scolastica che camminano, donne con la tanica d’acqua sulla testa, gruppi di uomini che discutono all’ombra di manghi. Il fermento di vita si sente, viene trasmesso dal lavorio continuo di persone che vanno, vengono, portano. Alla prima sosta veniamo circondati da ragazzi, donne che vorrebbero venderci frutta, ciapati, carne. Una ragazza di diciannove anni incinta chiede alle nostre ragazze perché non sono ancora sposate e se hanno figli. I giovani chiedono a Federico se le ragazze sono libere e lo informano sul prezzo che ha per loro una moglie in termini di numero di capre e mucche.

A Koboko abbiamo incontrato le autorità del Distretto che ci hanno dato il benvenuto assicurandoci la sicurezza del posto ed esprimendoci felicità per la nostra visita. Pierluigi Floretta, responsabile delle attività di Acav in Uganda e Congo, insieme all’animatore Asega Mansur ci ha accompagnati a visitare alcune famiglie impegnate nel progetto di riforestazione che ha realizzato 200 aree boscate di essenze agroforestali e 15 vivai portati avanti da gruppi cooperativi . Abbiamo visto le piccole piantine di mango a cui bastano alcuni anni per dare frutti, e piante come la gravellea robusta, resistente alla siccità che assicurerà per il futuro una buona scorta di legna.

Nel pomeriggio abbiamo assistito alla perforazione di un nuovo pozzo. Vediamo zampillare l’acqua pulita: occhi pieni di gioia della comunità che esprime la consapevolezza che la vita da oggi sarà un po’ più facile, più sana. Il tempo prima impiegato per la raccolta dell’acqua potrà essere usato per altre attività.

Non riusciamo più a staccarci dai bambini che con la loro curiosità ed immediatezza ci conquistano e lasciano il loro sorriso nel nostro cuore.

Laura Bertagnolli, Federico Bombarda, Alessandra Clementi, Giulia Endrizzi, Elisa Gazzin, Irene Luce Parisi.

 

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