NON SOLO PORTATRICI D’ACQUA

Pensate a una adolescente di diciassette anni. Proviamo ad immaginarla.
Vive in un villaggio dell’Uganda, una nazione tra le più giovani al mondo. Un paese dove l’età media della popolazione è pari alla sua: proprio diciassette anni.
Questa ragazza, come tante altre bambine e giovani donne africane, per diversi motivi ha bisogno di noi. Vediamoli insieme.
In Uganda l’ottanta per cento per cento dei giovani non ha un lavoro. Il tasso di analfabetismo è molto alto.
La nostra ragazza sa che l’unica speranza di riscatto è l’istruzione.
Andare a scuola è fondamentale, ma come tutte le altre, bambine e ragazze, ci va dopo aver svolto il compito di fornire acqua alla famiglia; un compito importante, ma che pesa quasi esclusivamente  sulle spalle delle donne e dei bambini. Deve percorrere chilometri per arrivare alla fonte e poi deve aspettare molto tempo prima di riempire la tanica. Durante la stagione secca l’attesa oscilla tra le due e le sei ore.
Portare  l’acqua a casa rende difficile frequentare la scuola ed è un ostacolo per cercare un’occupazione al di fuori delle mura domestiche.
Per le ragazze, un facile accesso ai pozzi significa risparmiare tempo, significa emancipazione dal semplice ruolo di portatrici d’acqua per tutta la vita.

ACAV, da quarant’anni, con il vostro aiuto, assicura acqua pulita ed accessibile e così aiuta le donne africane ad essere più libere nella scelta
del proprio futuro.

Ma torniamo alla nostra ragazza. Prima che arrivasse il Covid 19 andava a scuola, aveva progetti. Ora non più. La scuola è stata chiusa per contrastare la pandemia.
Ma la scuola è un luogo dove bambine e adolescenti vengono protette.
E’ un freno ai matrimoni forzati e alle gravidanze precoci, che in Uganda hanno numeri importanti. Piaghe antiche che la pandemia ha esasperato.
Una sposa bambina deve affrontare gravidanze ad elevato rischio di mortalità per sé e il suo piccolo. È più esposta ad abusi e sfruttamento, è condannata all’isolamento sociale, alla violenza domestica.
Una sposa bambina non va a scuola e un’adolescente incinta rischia di non tornarci più.

L’arrivo del Covid-19 ha complicato tutto

Durante il lockdown, in un paese come l’Uganda dove l’indice di fertilità è tra i più alti al mondo, le gravidanze tra le adolescenti sono aumentate sensibilmente, parallelamente si sono moltiplicati i casi di abbandono scolastico. La mancata istruzione, l’assenza di formazione professionale è un macigno per le giovani madri. Le caccia in un ghetto, da cui non usciranno più.

Dobbiamo impedirlo. Dobbiamo impedire che la nostra giovane non possa più tornare a scuola e sognare un futuro. Bambine e ragazze hanno bisogno di aiuto, di istruzione, di prospettive. E noi,  con voi, possiamo dar loro una mano.

Da anni ACAV, con il vostro contributo, è impegnata su questo fronte e continuerà a farlo perché il Covid-19 passerà, mentre l’impegno di Acav per l’Africa e per le donne ugandesi proseguirà con lo stesso impegno di sempre.

Laura Strada
Vice-presidente ACAV

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